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la mansarda
Un giorno guardai dentro di me e tra le pieghe trovai la vita e la morte. Dalle mie mani nacquero i feti, come speranza di vita di ciò che potevo essere, e dai paesaggi sottocutanei tutto ciò che sentivo e che non riuscivo a portare alla luce.
Questo mondo sconosciuto alla vista, ma cosciente per l’anima, conservava cose che credevo dimenticate; e tolta la polvere, risplendevano i colori dei ricordi più cari: gesti profumi parole e situazioni, amori luoghi sguardi e dolori.
Tutto conservato, archiviato in un mondo invisibile ma tangibile, per chi sa guardare.
Come un archeologo, in questo infinito viaggio alla ricerca di tasselli mancanti, questo mondo astratto diventa concreto attraverso il mio lavoro. E spero che un giorno mi porti a rivelarmi trasparente come i colori che vestono i miei lavori, leggera come la sabbia che ricopre le mie tavole, evanescente come la vita quando inizia...o muore.
"SOTTOPELLE", Minusio, 2005
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